Sharm El Sheikh: Mar Rosso e Sinai, mare e deserto…

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Località turistica per eccellenza del Mar Rosso, Sharm El Sheikh è un paradiso marino per gli amanti delle immersioni, grazie alla sua stupenda barriera corallina, considerata la seconda più bella al mondo, dopo quella australiana.

Tramonto sul Mar Rosso

Sharm El Sheikh si trova nella penisola del Sinai, la regione asiatica dell’Egitto, che collega i due continenti, Africa e Asia.
A forma triangolare, la penisola è chiusa a nord dal Mar Mediterraneo, ad ovest dal Golfo di Suez e ad est dal Golfo di Aqaba.
Oltre ad un mare cristallino, ad un’incredibile varietà di pesci e formazioni coralline ed un meraviglioso deserto roccioso, Sharm offre strutture ricettive di alto livello ed una vita notturna di tutto rispetto con ristoranti, locali, discoteche in stile totalmente occidentale.

Sharm El Sheikh, letteralmente “la baia dello sceicco“, era negli anni ’80 un tranquillo villaggio di beduini, e sorgeva in quella zona oggi chiamata popolarmente “Sharm vecchia” in cui si possono visitare i tanti negozietti di souvenir e oggettistica locale.
Nell’arco di pochi decenni, il litorale di Sharm si è mutato radicalmente; Na’ama Bay, a pochi kilometri a nord di Sharm vecchia, è diventato il fulcro commerciale e turistico con hotel, negozi e night club.

L’Acquario di Allah – Ras Mohammed

Alla punta meridionale della penisola del Sinai, Ras Mohammed divide il Golfo di Aqaba da quello di Suez.
Soprannominato l’acquario di Allah, per la bellezza della sua barriera corallina ei pesci colorati, il Parco nazionale di Ras Mohammed  racchiude oltre alla riserva naturale marina, anche l’area protetta terrestre caratterizzata da foreste di mangrovie, dune costiere e specie animali come le volpi, le gazzelle, le cicogne e gli aironi.
La fauna marina è decisamente più varia e variopinta con più di 1000 esemplari pelagici e 170 tipi di coralli.
Ras Mohammed è meta quotidiana di escursioni e gite in barca per lo snorkelling e le immersioni e per ammirare la spettacolare bellezza della natura che qui si divide tra deserto e mare.

Isola di Tiran

L’Isola di Tiran e Sanafir fanno parte del Parco Nazionale di Ras Mohammed.
Lo stretto di Tiran chiude a sud il Golfo di Aqaba e con i suoi splendidi reef, Gordon, Thomas, Woodhouse e Jackson, rappresenta una zona di immersione prediletta dai sub. I reef affiorenti e taglienti sono spesso fatali alle navi che attraversano questo tratto di Mar Rosso.
Ricordiamo il relitto dell’Hedaroma Million Hope, arenato difronte all’oasi di Nabq; il relitto del cargo Louilllia appoggiato su un lato al Gordon Reef e il relitto della Maria Schroeder incastratosi nel reef a pochi metri dalla spiaggia di Nabq.

La costa da Na’ama Bay fino alla Baia di Nabq, a circa 30 kilometri più a nord, è costellata di numerosi e lussuosi alberghi, dotati di ogni comfort e che ospitano ogni anno migliaia di turisti da ogni parte del mondo.
Il Parco di Nabq è un’area protetta caratterizzata da una zona interna montuosa e desertica, da una zona intermedia di dune, e da una zona costiera con un’estesa foresta delle mangrovie.

Area protetta Abou Galum

Proseguendo verso nord, s’incontra l’area protetta di Abu Galum, selvaggia e incontaminata, uno  scenario naturale ancora sconosciuto ed abitato esclusivamente dalle popolazioni beduine.
Una passeggiata a cammello lungo la spiaggia riserva uno spettacolo unico con le rocce a strapiombo sulle acque cristalline e l’eccezionale varietà corallina e ittica.

Ad un’ora di strada da Sharm, sorge Dahab, il villaggio frequentato negli anni ’60 dagli hippy e surfisti, tutt’oggi meta di turismo per le immersioni. Da non perdere la passeggiata sul lungomare, pieno di negozietti di souvenir, bar e locali sulla spiaggia, dove è assolutamente fantastico ammirare i colori e le luci al tramonto e godersi un momento di totale relax.

Lungomare di Dahab

Uno dei luoghi di immersione d’eccellenza a Dahab è certamente il Blue Hole, una cavità marina profonda circa 50 metri caratterizzata da pareti di spugne e madrepore colorate dai giochi di luce solare che filtrano dalla superficie.

L’entroterra del Sinai offre paesaggi suggestivi con le dune di sabbia e roccia e montagne granitiche, e colori caldi e sfumature indimenticabili dall’alba al tramonto.

Monastero di Santa Caterina – Monte Sinai

Nel cuore del Sinai centrale si trova il Monastero di Santa Caterina, ai piedi del Monte Sinai, dove respirare un’aria mistica dovuta ai racconti biblici di Mosè, che proprio qui ricevette le tavole della Legge (i 10 comandamenti) e dove Dio gli parlò tramite il Roveto Ardente, nella zona in cui venne innalzato il Monastero.
Secondo le fonti storiche, infatti, l’imperatrice Elena, madre dell’imperatore Costantino, nel 330 d.C.circa, diede il permesso di costruire una cappella nel posto in cui era stato individuato il Roveto Ardente. Due secoli più tardi, la cappella fu ampliata e fortificata con possenti mura per volere dell’imperatore romano Giustiniano.

All’interno della cinta muraria, innalzata per proteggere il monastero dagli attacchi dei beduini e sciacalli, alta dai 9 ai 15 metri e larga in alcuni punti sino a 2 metri, si trovano diversi edifici come il Museo, e la Galleria delle Icone, le abitazioni dei monaci e la Biblioteca, considerata la seconda al mondo dopo quella dei Musei Vaticani per la collezione di manoscritti e di miniature. Solo una minima parte di Santa Caterina è aperta al pubblico.

La Basilica della Trasfigurazione
risalente al 527 d.C. è in stile bizantino con l’interno a 3 navate, riccamente decorato da lampadari che pendono dal soffito e importanti collezioni di icone. L’abside custodisce il meraviglioso Mosaico della Trasfigurazione, del VI secolo, che rappresenta Cristo fiancheggiato dai profeti Mosè ed Elia con gli apostoli Pietro; Giacomo e Giovanni inginocchiati a i suoi piedi.
All’esterno della Basilica, nella zona absidale, si può osservare l’arbusto che sarebbe arso sotto gli occhi di Mosè per poi conservarsi intatti fino ad oggi.
Il Monastero di Santa Caterina è  un luogo sacro per le 3 religioni monoteiste: cristiana, ortodossa e musulmana. Qui, infatti, si possono ammirare uno accanto all’altro il campanile della Basilica della Trasfigurazione, eretto nel 1871 , e il Minareto parte di una moscheta del 1106.

Dal Monastero di Santa Caterina, a 1570 metri, inizia la salita che porta in cima al Monte Sinai (Gebel Musa) a 2285 metri.
L’ascesa notturna è senza dubbio uno dei momenti più emozionanti ed indimenticabili.

Deserto del Sinai

Il sentiero più “semplice” con dolci tornanti dura circa 2 ore e mezzo e può essere percorso anche a dorso di un cammello; quello più impegnativo, chiamato “il cammino di Mosè” prevede la scalinata di 4000 gradoni irregolari scavati nella roccia.
Lungo il cammino si trovano alcune costruzioni religiose come La Cappella della Vergine Maria”, seguita dalla “Porta della Confessione” e dalla “Porta di Santo Stefano”.
L’ultimo tratto è il più faticoso: i 2 sentieri si riuniscono e 700 ripidi gradini conducono in cima al monte.
Qui, la Cappella della Santissima Trinità, affiancata da una piccola moschea sono i simboli di 2 delle 3 religioni che credono in un unico Dio.

Non resta che contemplare lo straordinario spettacolo dell’alba: il sole sorge e illumina, colora ed avvolge tutte le montagne circostanti del Gebel Musa.

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One thought on “Sharm El Sheikh: Mar Rosso e Sinai, mare e deserto…

  1. Daniela 11/01/2013 / 18:46

    Cara Veleria, sto decidendo dove trascorrere una piacevole, rilassante e curiosa settimana di vacanza e credo che mi stamperò il tuo articolo utilizzandolo come itinerario per recarmi proprio qui, a Sharm El Sheikh!!!

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