Marsa Alam e Luxor: l’Egitto faraonico e delle bellezze naturali

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Ben diversa dalle gettonate Sharm El Sheikh e Hurghada, Marsa Alam si presenta come una località  balneare ancora poco conosciuta e preservata dal turismo di massa.

Il Mare di Marsa Alam

La litoranea che collega questo tratto di Egitto, passando per Berenice fino al Sudan, è del tutto naturale e selvaggio: kilometri di strada tra mare e deserto, tra desolazione e natura, tra cespugli e sabbia.
Marsa Alam non è altro che un piccolo villaggio di capanne e case diroccate con qualche bottega; il centro più importante in questo zona è El Quseir, a circa 70 km a nord. El Quseir è un ridente paese in cui il turismo si sta sviluppando velocemente, con l’apertura di hotels e resorts, bar e ristoranti. La vita qui resta comunque molto semplice e tranquilla, tra strade polverose, abitazioni cadenti e locali allestiti alla bene e meglio per i turisti. Da visitare la moschea, il colorato mercato della frutta con i tipici odori e sapori per conoscere più da vicino la cultura egiziana; immancabile un giro tra i negozi e i bazar dove fare shopping di papiri, alabastro, profumi, narghilè, argento ed altri prodotti di artigianato.

Mercato di El Quseir

Certamente da consigliare è una cammellata nel deserto nei dintorni di El Quseir, ospiti in uno dei villaggi di beduini per assaggiare il noto thè alla menta, il pane arabo caldo appena sfornato (o meglio cotto sul fuoco) e soprattutto per lasciarsi incantare dallo spettacolare ed emozionante tramonto nel deserto.
Questa parte di Egitto non è soltanto una landa arida, offre in verità spiagge di sabbia fine e bianca, pesci tropicali ed una barriera corallina multicolore e ancora incontaminata. Che sia snorkelling o immersione, questo tratto di Mar Rosso non può non colpire per la bellezza dei suoi fondali e per la ricchezza di fauna marina come delfini, dugongo e squali. Sharm El Luli e Abu Dabab sono alcune delle baie più frequentate.

Deserto a El Quseir

La vera essenza del paese, lontano dalle comodità turistiche, s’incontra a Shalateen, 300 km a sud di Marsa Alam, al confine con il caldo Sudan. Shalateen è conosciuta per il più celebre mercato di cammelli e dromedari del Sud d’Egitto, dove si può assistere alla vendita, alla visita del veterinario che li marchia, e al carico sui camion che li trasportano fino al nord del paese. Qui si può vedere anche il villaggio di baracche in cui vivono gli abitanti del posto e il mercato di frutta e verdura. Uno dei posti più crudi in cui entrare in contatto con la povera e non propria linda realtà. Sulla strada litoranea vale la pena soffermare lo sguardo sul magnifico paesaggio con le lunghe spiagge, le lagune e le mangrovie, oltre al meraviglioso mare cristallino.

Luxor sul Nilo

Capitale dell’antico Egitto, Tebe l’odierna Luxor, è una delle mete turistiche più ambite dagli amanti dell’arte egizia. Qui infatti si trovano molti dei famosi siti archeologici tra cui la Valle dei Re e delle Regine, il Tempio di Luxor e di Karnak.
Luxor è anche base di partenza per la maggior parte delle crociere sul Nilo, che da qui navigano lungo il fiume alla scoperta di Esna, Edfu, Kom Ombo e Aswan.

Città dalle cento porte, Luxor si sviluppa sulle due rive del Nilo, la Riva Est dove sorge il Sole, la Riva dei vivi, e la Riva Ovest, dove il sole tramonta, la cosidetta Riva dei Morti.
Sulla Riva Est, al centro della città, si trovano il Tempio di Luxor e il Tempio di Karnak, collegati tra loro dal lungo Viale delle sfingi. L’ingresso nord del Tempio di Luxor è caratterizzato dalle colossali statue sedute in trono del faraone Ramses II e da uno dei restanti obelischi in granito a fianco del portale; il secondo obelisco si trova oggigiorno a Parigi in Place de la Concorde, donato alla Francia nel 1830. Nel primo grande cortile di Ramses II si possono ammirare colonne a foglia di papiro, intervallate da statue del faraone e di Nefertari; a seguire il grande colonnato a 3 navate, la sala ipostila con 32 colonne, il Santuario Romano dedicato ad Alessandro Magno, con decorazioni raffiguranti quest’ultimo in compagnia di Horus al cospetto di Amon.

Tempio di Karnak

La zona monumentale di Karnak è immensa e suddivisa in 3 aree ben distinte, delle quali però non molto è rimasto ai giorni nostri. Quella più grande e meglio conservata si trova al centro ed è dedicata ad Amon. Dopo aver percorso il Viale delle criosfingi, con la testa di ariete e il corpo di sfinge, si accede al Santuario di Amon, contraddistinto da piloni, santuari, cortili e templi, tra cui il Tempio di Amon Ra, il Tempio di Thot Mosis, il Tempio di Ramses III; da non perdere la visita della sala incolonnata più grande al mondo e considerata uno degli esempi migliori dell’architettura egizia: 134 colonne, alte 23 metri con capitelli di 15 metri e decorazioni di geroglifici e simboli ancora intatti e vivi nei colori e nei rilievi. Nel complesso si può vedere anche il Lago Sacro, utilizzato ai tempi dai sacerdoti per purificarsi durante le 4 abluzioni rituali quotidiane.

Valle dei Re – Necropoli di Luxor

Sulla riva occidentale del Nilo, giacciono tra le rocce del deserto e la terra sabbiosa arsa dal sole, la Valle dei Re e delle Regine, ossia la necropoli di Luxor, la Riva dei Morti, dove venivano sepolti i faraoni. Diversamente da Giza (Il Cairo), in cui le tombe erano caratterizzate da complessi funerari mastodontici chiamate piramidi, a Luxor i templi mortuari venivano realizzati sottoterra, una sorta di ipogei nascosti nel cuore del deserto. Erano suddivisi in diverse sale con pilastri e cappelle preziosamente decorate da variopinti geroglifici e raffigurazioni e con la sala del sarcofago e l’inestimabile tesoro. Quasi tutti svuotati e profanati, conservano ancora oggi il loro valore artistico e le pregiatissime pitture.
Dei 62 templi solo una decina sono visitabili; da citare è certamente la Tomba di Tutankhamon, la più famosa, sebbene sia anche la meno ricca, la più modesta e piccola rispetto a quelle degli altri faraoni, ritenuti di maggiore rilievo. Il Tesoro rinvenuto all’interno quasi del tutto integro, non saccheggiato ed oggi esposto al Museo Egizio del Cairo, fa solo minimamente immaginare il patrimonio e le ricchezze che potevano essere contenute nelle tombe dei faraoni di grandezza come Seti I, Ramses II e Ramses III.

Prima di lasciare la necropoli dell’antica Tebe, una tappa da non perdere sono i Colossi di Memnone, impressionanti statue di 18 metri che segnavano l’ingresso al tempio funerario di Amon Ofis III, andato completamente distrutto in seguito ad un terribile terremoto nel 27 a.C. Una curiosità: si diceva che all’ora del tramonto le statue cominciassero a trasmettere suoni, come se emettessero parole, dando vita alla leggenda dell’Oracolo di Memnone e attirando visitatori dalla Grecia e dall’Antica Roma.

Tempio di Karnak

Non si può andar via da Luxor senza prima aver fatto un giro in feluca attraversando le acque del Nilo: una prospettiva nuova ed indimenticabile della città.
Un maestoso museo a cielo aperto, che racconta e celebra le gesta dei faraoni, una terra ricca di storia, arte millenaria, di culto e misteri.

Valeria Dicarlo

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4 thoughts on “Marsa Alam e Luxor: l’Egitto faraonico e delle bellezze naturali

  1. daniele 23/04/2013 / 07:46

    Il tuo itinerario è stato così bello ed esaustivo che potrei partire da subito visto che mi affascina l’Egitto con i suoi misteri e le sue grandi scoperte archeologiche.

  2. Daniela 11/01/2013 / 18:45

    Ricordi di una bellissima vacanza che riaffiorano leggendo le tue parole… in particolare della mia escursione nel deserto, svegli all’alba per veder sorgere il sole, bere the e fumare narghilè all’interno di una tenda beduina è stata elettrizzante, si, certo passati i primi momenti di paura però, mentre ci allontanavamo dal villaggio e il deserto che ci avvolgeva ho avuto qualche timore!! Passato rapidamente però… 😉

  3. Miry 11/12/2012 / 23:10

    Già… l’Egitto è tutto questo. Ho rispolverato con la mente il mio breve viaggio a Marsa Alam… manca solo un accenno all’enogastronomia e il quadro è completo: zuppe, pollo, riso, patate… colori e sapori di un viaggio indimenticabile 🙂

  4. Roberto 01/11/2012 / 18:11

    Bello, sento di aver fatto un piccolo viaggio…

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