Il Grand Canyon: tra le meraviglie naturali più belle al mondo

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L’immensità del Grand Canyon

La prima domanda che mi viene fatta ogni volta che si parla di Grand Canyon è sempre la stessa: com’è il Grand Canyon?
E la mia risposta anche a distanza di mesi è sempre uguale: toglie il fiato, indescrivibile.
Resta impresso nella memoria il momento in cui sono scesa dal bus, mi stavo guardando intorno incuriosita e alla ricerca di quelle rocce rosse quando all’improvviso mi si è aperto il panorama davanti…

Punto panoramico Trail View Overlook – Grand Canyon National Park

Senza parole… ero completamente estasiata dall’immensità del posto, dai colori intensi delle montagne, dall’azzurro del cielo, dalla profondità degli strapiombi, dalla stratificazione rocciosa, dal silenzio circostante.
E’ davvero difficile spiegare le emozioni che si provano dinnanzi a così tanta bellezza, ad un paesaggio così maestoso.

Qui la natura è veramente padrona!
Qui il contatto con la natura è disarmante, è puro, si può respirare a pieni polmoni, si può ammirare l’evoluzione della Terra attraverso l’erosione delle rocce al continuo passaggio del fiume Colorado, si può ascoltare il fruscio delle foglie nel vento e la quiete.

Punto panoramico Powell Point – Grand Canyon National Park

Il Grand Canyon è uno dei primi Parchi Nazionali degli Stati Uniti d’America, certamente uno dei più famosi al mondo.
La formazione geologica del canyon non è ancora del tutto chiara; sembra che il processo sia iniziato circa 2 miliardi di anni fa ma probabilmente la gola profonda si è formata “solo” 5 milioni di anni fa dall’azione corrosiva delle acque e dei detriti del Colorado.

Lungo 446 km, il canyon divide il parco in 2 zone: North Rim (sponda nord) e South Rim (sponda sud), distanti tra loro quasi 5 ore di macchina. La sponda nord è meno sviluppata turisticamente, pertanto è meno frequentata e più tranquilla. La sponda sud offre numerosi servizi per i visitatori che vogliono esplorare la riserva naturale sia per un solo giorno che per una settimana. Continua a leggere

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Monopoli: la “città unica” di Puglia

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Lungomare nel centro storico di Monopoli – Photo Francesco Ippolito

Dolcemente affacciata sul Mar Adriatico, Monopoli, in provincia di Bari, è una graziosa località turistica caratterizzata da storia e arte millenaria, da vaste campagne disseminate di contrade e natura generosa, da mare limpido e spiagge sabbiose, da sapori genuini e tradizioni popolari.

Monopoli tutta da scoprire, quindi.

Di origini antichissime, la sua esistenza viene datata nel lontano Paleolitico, testimoniata dai ritrovamenti archeologici dello scheletro di un bambino nella Grotta delle Mura, vicino Porto Rosso; fu certamente abitata già in epoca messapica, intorno al V sec. a.C. come si può constatare dai resti archeologici nell’area sottostante la Cattedrale (e non solo).

Nel corso dei secoli, Monopoli ha visto un susseguirsi di dominazioni: Longobardi, Bizantini che governarono per quasi 5 secoli, Normanni, i quali portarono prosperità economica e ampliamento del centro abitato. Successivamente ci furono gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi, i Veneziani, gli Spagnoli per circa 200 anni, i Francesi e infine il Regno Borbonico.

Porto di Monopoli

L’origine di Monopoli sembra essere varia: “città unica” dal greco Monos Polis, sarebbe diventata un’unica città nel 545 d.C. quando gli abitanti di Egnazia in fuga durante la guerra contro i Goti, si stanziarono qui insieme alle popolazioni locali; un’altra versione sostiene che i Cretesi approdati sulle coste pugliesi la chiamarono Minos Polis (Minopolis) in onore del loro Re Minosse. O ancora secondo una tesi più religiosa, fu “l’unica città” ad aver abbracciato il Cristianesimo a quel tempo in questa zona di Puglia.

L’itinerario parte dal cuore pulsante di Monopoli, Piazza Vittorio Emanuele II, conosciuta dai monopolitani come il Borgo, attorno al quale si sviluppa il centro nonchè il fulcro commerciale e amministrativo, dove si concentrano negozi e uffici.
Viene chiamato anche quartiere murattiano, per via della sua forma a scacchiera, che prende il nome da Gioacchino Murat, vicerè durante la dominazione francese dei primi del’800 che volle promuovere un nuovo assetto urbanistico nei comuni del regno.
Sotto la piazza sono stati di recente ristrutturati i rifugi antiarei realizzati nel corso della Seconda Guerra Mondiale per ripararsi dai bombardamenti.

Da Piazza Vittorio Emanuele II, si entra nel “Paese Vecchio” attraversando Largo Plebiscito, dove una volta vi era una delle 3 porte di accesso: Porta Nuova.
Immaginando di oltrepassare la porta, s’incontra sulla destra la chiesa di San Francesco d’Assisi con l’annesso ex convento, attuale Municipio.

Scendendo lungo Via Garibaldi, un tempo Via dei Mercanti, ed in effetti tutt’oggi mantiene questa caratteristica grazie ai numerosi negozi, ristoranti e pub che si sussegguono.
Arrivati in Piazza Garibaldi, anch’essa un tempo Piazza dei Mercanti, crocevia di commerci e scambi per la sua immediata vicinanza al porto, si è catapultati in altre epoche storiche: all’angolo la Torre Civica del ‘500 con la Colonna Infame, antica gogna, la Statua di S. Gennaro, lo Stemma Monopolitano (fu donato da Federico II in onore della fedeltà dimostrata dal popolo: le 3 rose bianche, mentre lo scudo rosso sta a ricordare il sangue versato). Al di sopra si trova l’orologio e il campanile.
Girando lo sguardo si nota il famoso Caffè Premiato Venezia, testimonianza rimasta della presenza veneziana (al suo interno si possono ammirare le volte ogivali);  l’attiguo Palazzo della Dogana e l’odierna Biblioteca Comunale Rendella, ex caserma spagnola, sotto la quale sono stati ritrovati resti di una chiesa con affreschi e di una necropoli medievale.
Il palazzo divenne nell ‘800 teatro in stile neoclassico, mentre a metà del 1900 fu trasformato in biblioteca.
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Los Angeles: da Malibù a Venice Beach, passando per Santa Monica

 

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Venice Beach

Quando si pensa a Los Angeles, solitamente vengono in mente le sconfinate spiagge con le inconfondibili torrette dei Baywatch, i caratteristici moli in legno che si protendono nel mare, i surfisti intenti a cavalcare l’onda, oltre alle stelle di Hollywood e alle mega ville di Beverly Hills (ndr di cui ho parlato nel precedente articolo).

L’area costiera più conosciuta si estende da Malibù a Venice Beach, passando da Santa Monica.

Case sulla spiaggia a Malibù

Arrivando dalle colline di Santa Monica Mountains , Malibù si apre allo sguardo del visitatore con strade larghe che costeggiano le acque blu e case con splendide verande prospicienti la riva.
Il paesaggio collinare disseminato di lussuose abitazioni degrada verso l’oceano e crea uno scenario ridente e distensivo, e non a caso molte celebrità l’hanno scelta per abitarci.

In breve si raggiunge Santa Monica, località turistica nota per la sua vita da spiaggia.

Santa Monica Route 66 – end of the Trail

Il suo centenario Pier è certamente una delle attrazioni da non perdere: vi troverete la giostra di cavalli risalente agli anni ’20, la Santa Monica Merry Go Round, l’Aquarium, ristoranti, negozi e il Pacific Park, il parco divertimenti con ruota panoramica, una piccola montagna russa e molte attrazioni per bambini: un luna park sull’Oceano Pacifico!
Il Santa Monica Pier sancisce anche la fine della Route 66, la celeberrima strada che collega Chicago a Los Angeles. Qui si trova il superfotografato cartello “Route 66, end of the trail”.

Spiaggia a Santa Monica

Non può mancare una bellissima passeggiata a piedi nudi sulla sabbia dorata della Santa Monica State Beach: il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, il sole caldo della California, lo sfondo scenografico delle palme, dell’Ocean Front Walk e del molo, regalano momenti di autentico benessere.

Ma Santa Monica non è solo mare…
Il downtown offre interessanti opportunità di shopping tra le numerose boutiques e centri commerciali lungo la 3rd Promenade, Main Street e Ocean Avenue.
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Los Angeles: una giornata a zonzo tra Hollywood e Beverly Hills

 

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Vista dall’Osservatorio Griffith

Coinvolgente, solare, gigantesca, panoramica, curiosa…. sono solo alcuni degli aggettivi che possono descrivere la straordinarietà di Los Angeles.
Questo è il luogo dove tutto sembra essere possibile, dove i sogni si realizzano, dove la forza dell’oceano si infrange su distese di spiagge di sabbia fine, dove i verdi viali alberati profumano di libertà e prestigio, dove gli aridi canyon regalano scenari stupendi.

Beverly Hills

Girare in auto o a piedi tra i suoi rinomati quartieri, immergendosi nella vita quotidiana, permette di respirare un’atmosfera accattivante, che attira l’attenzione e crea sensazioni di suggestione: sarà per le strade immense, sarà per le splendide ville, per i panorami infiniti, per il sole californiano, sarà per il vento tra i capelli…….. difficile da definire.
Los Angeles è senza dubbio stimolante!

Capitale dell’industria cinematografica americana, Los Angeles si estende in tutta l’intera contea su su una superficie di più di 12 mila km², e conta più di 11 milioni di abitanti in quasi 90 città e numerose altre aree cittadine.

Strade di Los Angeles

Benchè sia molto trafficata, e collegata da grandi intrecci di autostrade, non si ha l’impressione di caos, i clacson suonano raramente, ognuno rispetta la sua corsia e si sposta sulle altre rigorosamente dopo aver utilizzato l’indicatore di direzione (comunemente detta freccia).
E’ comunque opportuno restare concentrati e prestare attenzione alla meticolosa segnaletica stradale.

Griffith Observatory

L’itinerario alla scoperta di questa fantastica metropoli può iniziare ammirandola dall’alto in tutta la sua estensione: dal Griffith Observatory vi è un’incredibile vista di Hollywood, di Downtown e della zona sud-ovest fino all’oceano.
Inaugurato nel 1935 come osservatorio astronomico in stile Art Decò, offre un paesaggio sconfinato su L.A., spettacolare in ogni momento della giornata: di giorno per avere l’intero colpo d’occhio, e di sera per restare incantati davanti alla città illuminata.

Hollywood Sign

Da qui si osserva anche la famosissima scritta di Hollywood, lunga 110 metri e divenuta simbolo della capitale del cinema. Creata negli ’20 del secolo scorso per promuovere un progetto immobiliare, riportava inizialmente il nome “Hollywoodland”.
Il suffisso “land” fu poi rimosso dopo qualche anno e l’Hollywood sign restò per celebrare il nome del quartiere e della sua industria.
Percorrendo Mulholland Highway, Lake Hollywood Park e Canyon Lake Drive si può vedere la scritta in modo ravvicinato.

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Alla scoperta dell’Irlanda occidentale dal Connemara alle Cliffs of Moher

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Fiordi d’Irlanda

L’Irlanda è uno di quei paesi da girare in macchina per ammirare al meglio i suoi magnifici scorci e poter cogliere le sue peculiarità.
…E quel lembo di terra ad Ovest dell’Irlanda centrale, noto come Connemara, che si affaccia con centinaia di baie, penisole e isolette sull’Oceano Atlantico, sa regalare emozioni indescrivibili attraversando i suoi minuscoli villaggi sul mare e le sue distese di torbiere.

Partendo da sud dalla Baia di Kilkieran ci si trova di fronte al meraviglioso spettacolo di isolotti e profonde insenature, al colore azzurro del mare, verde dell’erba, grigio delle rocce e giallo ocra della torba.

Panoramica di Roundstone

Si passa poi per Carna, col suo piccolo porticciolo, fino ad arrivare a Roundstone, caratteristico villaggio di pescatori con una fantastica vista sulla baia.
Lungo la litoranea è impossibile non restare affascinati dai panorami e dalle sfumature che la natura sfoggia a qualsiasi ora della giornata.
In breve si raggiunge Clifden, cittadina ritenuta capitale del Connemara; merita una visita per i negozietti artigianali, i suoi pub con musica irish dal vivo e l’ospitalità della gente locale.

Vista fiordi nel Connemara

A pochi km di distanza è il Parco Nazionale del Connemara, in località Letterfrack.
Il parco propone 4 itinerari di trekking, di varia difficoltà, all’interno di 2000 ettari tra montagne, paludi, brughiere, praterie e boschi.
Il sentiero più lungo è di circa 4 km (sola andata) e sale fino alla Diamond Hill: da qui lo scenario che si apre davanti agli occhi è stupendo, dalla catena montuosa dei Twelve Bens, ai laghetti intervallati da lande desolate, dai fiordi bassi e frastagliati alle spiagge di sabbia bianca.

Kylemore Abbey

Seguendo la N59 da Letterfrack si arriva alla Kylemore Abbey, un’abbazia benedettina con giardini di epoca vittoriana affacciata su un bel laghetto. L’ingresso è a pagamento e offre la visita della chiesetta gotica, dei giardini vittoriani, degli interni dell’abbazia, del mausoleo degli antichi proprietari e di percorsi dove poter passeggiare piacevolmente.

Zona interna del Connemara

Da Letterfrack scendendo per Galway, si percorre l’area interna del Connemara, prettamente montana e caratterizzata da torbiere basse ed aspre, laghi, e fiumi… e le “famose” pecorelle colorate sulla strada 🙂
Una zona selvaggia, dall’atmosfera un pò melanconica nella natura sperduta, ma che non manca di sensazioni sorprendenti e di paesaggi fiabeschi come il Lough Corrib, rinomato per la pesca di trote e salmoni.
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